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Storia

L'impero mongolo ha occupato l'area di territorio ininterrotta più estesa della storia dell'umanità, dal Danubio al Mar del Giappone e dalla Siberia alla Cambogia, coprendo più o meno il 22% delle terre emerse del pianeta. Partendo come un'umile ed eterogenea accozzaglia di tribù nomadi, l'impero ha cambiato lo scenario del mondo antico diventando una delle potenze militari più temute ed efficaci di sempre.

Geografia e clima

La Mongolia si estende in una vasta area dell'Asia orientale e ha una geografia varia e accidentata, con alte catene montuose a nord e a ovest, steppe verdeggianti nella parte centrale e il Deserto del Gobi a sud. Le steppe potrebbero costituire un ricco terreno di pascolo, ma il clima rigido lo impedisce: le estati sono calde e brevi, mentre durante i lunghi inverni gelidi la terra è spazzata da tempeste devastanti (note come "zud"), che rendono impossibile il pascolo degli animali. Nella stagione fredda non è raro che le temperature arrivino a -30° C.

Storia antica

Le tribù nomadi hanno dominato il panorama mongolo fin dal Paleolitico. Si trattava di abili agricoltori oltre che di cacciatori, che si spostavano solo per sfuggire ai rigori dell'inverno e alle estati aride. Eccezionali cavallerizzi e arcieri, si distinguevano soprattutto nel combattimento a cavallo. Occasionalmente piccoli gruppi di tribù si riunivano in confederazioni, come quella stabilita nel 209 a.C. con l'alleanza Xiongnu. In questo periodo la forza combinata dei mongoli fu sufficiente a spingere la dinastia Qin a costruire la Grande Muraglia cinese, ma nessuna confederazione riuscì mai a durare nel tempo: nei secoli successivi le tribù cercarono ancora di riunirsi, ma ogni volta l'alleanza andava in pezzi a causa di conflitti interni riguardanti yurt (tende di pelle usate come abitazione), cavalli, donne o diritti di pascolo.

Arriva Temujin

Durante un episodio particolarmente confuso Temujin, il giovane figlio di un capitano, inflisse una grande sconfitta a una tribù di Merkit particolarmente aggressiva. Un concilio di capi, impressionati dalla vittoria e dal suo carisma di leader (con una mossa inaudita per quel tempi, Temujin aveva proibito i saccheggi e gli stupri), gli conferì il titolo di "khan" e gli affidò il comando della tribù.

I suoi zii e cugini, tuttavia, non furono molto felici di vedere un guerriero così giovane sul trono, così cercarono di toglierglielo con la forza, ma dal 1203 al 1205 Temujin distrusse tutti i rivali con una brillante campagna e riunì sotto il suo comando le altre tribù. Non era mai successo che un solo uomo riuscisse ad assoggettare tutte le tribù mongole. Nel 1206 Temujin ricevette il titolo di "Gengis Khan", sovrano universale. Quest'evento storico segnò la nascita dell'impero mongolo.

La vita nell'impero mongolo

Gengis è famoso soprattutto per la sua abilità militare e le sue conquiste, ma se riuscì a mantenere l'ordine nel suo impero è grazie alla stretta disciplina civile e all'ordine che riuscì a imporre. Compilò un codice di leggi, la Yassa, che si applicava a tutti i cittadini, dai nobili alla gente comune. La Yassa garantiva totale libertà di culto, proibiva ogni sorta di vandalismo e imponeva che gli ufficiali governativi fossero scelti in base al merito e non ai legami di sangue: per chi non rispettava la legge erano previste dure punizioni (solitamente la morte). Nonostante le sue enormi dimensioni e l'eterogeneità dei popoli che lo componevano, l'impero mongolo fu amministrato in modo incredibilmente efficiente; inoltre era anche uno dei posti più sicuri in cui vivere (per chi seguiva le regole). Le città che non seguivano i decreti del khan venivano sistematicamente e completamente distrutte.

Ben presto fu stabilita una fitta rete di rotte commerciali che si estendeva in tutto l'impero, permettendo di viaggiare in sicurezza dall'Europa alla Cina. Fu anche istituito un efficace sistema postale, lo Yam, la cui struttura molto più tardi avrebbe ispirato il famoso Pony Express americano. Il governo costruì strade, impose tasse eque e si sforzò affinché tutti i cittadini imparassero a scrivere. La qualità della vita era sorprendentemente buona, a patto di obbedire al khan.

Una superpotenza mondiale

Un sistema di governo così efficiente, unito ai potenti arcieri a cavallo, fece sì che le nazioni cadessero una dopo l'altra sotto la bandiera della Mongolia. Nel 1227, alla morte di Gengis, l'impero si estendeva dal Pacifico al Mar Caspio, su una superficie che era già il doppio di quella dell'impero romano al suo picco. Per quattro decenni i successori continuarono a soggiogare le nazioni vicine.

Nel 1258 l'esercito mongolo catturò Bagdad, dopo aver ucciso il califfo che aveva rifiutato una resa pacifica. La porta verso la Siria, e da lì verso l'Europa, era aperta. Alcune spedizioni minori furono inviate in Ucraina e Polonia, ma la gran parte dell'esercito non passò la Siria. Il khan decise di inviare lettere e trattati a molte nazioni europee, sperando di stringere alleanze pacifiche senza ricorrere alla forza.

Guerra civile e la fine di un'epoca

L'espansione inarrestabile dei mongoli avrebbe potuto continuare sino all'Atlantico, ma un lutto nella famiglia reale obbligò il generale delle forze occidentali, Hulagu, che era anche il figlio di Kublai Khan, a ritirarsi nell'area dell'odierno Iran. Ben presto l'impero perse la Siria e i nuovi territori a ovest.

Hulagu e il cugino Baraka, uno dei generali orientali, cominciarono ad accusarsi a vicenda della morte sospetta di alcuni dei rispettivi seguaci. La disputa portò a una spaccatura negli eserciti e nei territori interni. Kublai sedò ben presto le rivolte e inviò nuovamente le truppe fuori dai confini per conquistare ed espandersi; l'unità del governo e delle forze mongole, tuttavia, era uscita indebolita dallo scontro, gettando i primi semi della caduta.

Nel secolo successivo l'impero fu ulteriormente scosso da una serie di lotte interne e controversie tra la famiglia del khan e i suoi generali. Alla morte del khan, nel 1335, la Persia precipitò nell'anarchia. A questo si aggiunse la Peste Nera, che uccise buona parte degli ufficiali governativi, interruppe le rotte commerciali con gli alleati e falcidiò la popolazione causando milioni di morti. È inutile dire che scoppiò il caos.

Le province a ovest caddero una dopo l'altra, seguite dalla Cina nel 1368. I mongoli sopravvissuti fuggirono rapidamente verso la terra natia, suddividendosi ancora una volta in orde e tribù. In soli trent'anni, l'impero che aveva governato il mondo era ridotto in macerie.

Sotto la Cina

Nei tre secoli successivi i mongoli persero sempre più potere, tornando per la maggior parte a uno stile di vita tribale: l'ultimo khan morì nel 1634. Nel 1691 la regione che corrisponde all'odierna Mongolia passò sotto il dominio cinese, che la governò fino al 1911. Fu un periodo di grande povertà, dovuta sia all'irresponsabilità della classe dominante sia alle forti tasse che la Cina imponeva senza scrupoli.

Una nuova Mongolia

Con la caduta della dinastia cinese Qing, nel 1911, la Mongolia dichiarò la propria indipendenza, ma questa durò poco: nel 1919 fu conquistata un'altra volta da Xu Shuzheng. Questa volta però i russi giunsero in suo soccorso, sconfiggendo l'esercito di occupazione cinese tre anni dopo. Nel 1924, con la protezione dell'URSS, nacque la Repubblica Popolare Mongola.

La vita sotto il regime comunista non era facile: tutto il bestiame divenne proprietà esclusiva del governo, i monasteri buddisti furono distrutti e i monaci massacrati. Le guerre costanti, combattute sia lungo i confini sia all'interno, imposero al popolo molte tribolazioni. La povertà divenne un problema sempre più grave.

Presente e futuro

Nel 1992, influenzata dalla "perestrojka" che Gorbaciov stava portando avanti nell'Unione Sovietica, la Mongolia ha subito una rivoluzione democratica pacifica che ha introdotto un'economia di tipo capitalistico e un sistema politico multi-partito. Dopo l'approvazione di una nuova costituzione il paese ha cambiato nome, assumendo quello di "Mongolia". I primi anni sono stati difficili, ma da allora il paese ha sviluppato un'importante economia industriale, grazie anche alle sue ricche risorse minerarie. La Mongolia è una nazione ancora giovane, ma ha già stretto molte alleanze con alcuni dei paesi leader del mondo, tra cui Giappone, Stati Uniti e Cina, e sta lavorando per migliorare sempre più le condizioni di vita e le prospettive della sua popolazione.

Fattoidi Mongoli

Il sistema postale della Mongolia è stato l'ispirazione del famoso Pony Express.

La conoscenza europea del resto del mondo era dovuta in gran parte alle rotte commerciali stabilite dell'impero mongolo.