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Persia

Storia

Il termine Persia deriva dal nome di una regione meridionale dell'Iran nota come Persis; è generalmente usato per descrivere le aree in cui predominavano la lingua e le usanze persiane. Nella storia in realtà c'è stata una lunga serie di imperi persiani; qui in particolare esaminiamo la dinastia achemenide, che ebbe inizio nel 559 a.C. e terminò circa due secoli dopo a causa dell'attacco del geniale militare macedone Alessandro Magno.

Territorio e clima

La penisola iraniana, che costituisce il cuore dell'impero persiano, è un altopiano circondato a est e a ovest da montagne. A sud c'è il Golfo Persico e il golfo di Oman, a nord il Mar Caspio e altre montagne. Al suo apice l'impero abbracciò anche l'Egitto, il Medio Oriente e gran parte dell'Asia Minore (la moderna Turchia). Si tratta di una regione geografica che attraversa due continenti, talmente vasta e diversificata che è impossibile descrivere in generale le caratteristiche del suo territorio o del clima.

Prima dei Persiani: i Medi

Prima dei Persiani, erano i Medi ad avere il predominio su quest'area. Secondo lo storico dell'antichità Erodoto, il primo re dei Medi fu Deioce, che governò dal 728 al 675 a.C. Il figlio di Deioce, Fraorte, soggiogò i Persiani; poi morì in battaglia contro gli Assiri. Nel VI secolo i Medi caddero sotto la dominazione della Scizia, ma in pochi decenni gli Sciti si ritirarono o furono assimilati e il regno passò ancora una volta ai Medi.

Si tramanda che il re Ciassare (625-585 a.C.) fu un sovrano intelligente che riorganizzò l'esercito e lo guidò con successo nella battaglia contro la potenza assira, catturando molte importanti città. Ciassare si alleò con i Babilonesi e distrusse il potere degli Assiri. Dalla divisione del bottino Babilonia ottenne tutti i territori degli Assiri in Mesopotamia (l'area compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate), mentre i Medi presero possesso dei territori nelle montagne a est e nord di Babilonia, inclusa l'Asia Minore.

Il figlio di Ciassare, Astiage, non era abile come suo padre né politicamente né militarmente e fu l'ultimo re dei Medi.

L'ascesa della Persia

Secondo la leggenda, re Ciassare donò la Persia al suo vassallo Cambise I. Cambise I passò la corona a suo figlio, Ciro II, che rafforzò la sua posizione politica sposando la figlia del re dei Medi Astiage. Nonostante la sua parentela regale Ciro non era pago della sua posizione subalterna, così dopo essersi alleato con la vicina Babilonia si ribellò contro i Medi. Nel 550 a.C. i Persiani emersero vittoriosi e i Medi scomparvero.

Ciro II fu il primo re achemenide di Persia. Dopo la conquista del territorio dei Medi, Ciro estese il suo dominio in Asia Minore. Prima isolò diplomaticamente e quindi conquistò la Lidia (il cui re era Creso, dalle leggendarie ricchezze), poi assediò sistematicamente e conquistò tutte le città-stato greche sulla costa occidentale dell'Asia Minore. Assicurati i confini settentrionali, Ciro II si rivolse a sud contro Babilonia, un tempo sua alleata.

Sebbene fosse una grande potenza, Babilonia era segnata da conflitti interni, aveva un re impopolare e, poiché Ciro aveva distrutto la Lidia, non aveva alcun potenziale alleato. Di fatto cadde quasi senza colpo ferire. Nel 539 Ciro marciò trionfante nella città. Ora dominava un impero che si estendeva fino ai confini dell'Egitto.

Ma non godette dei suoi trionfi per molto tempo: morì in battaglia in Asia centrale nel 529 a.C.

Espansione persiana

A Ciro II successe il figlio, Cambise II. Secondo le fonti, dopo aver rafforzato la sua posizione sul trono assassinando il fratello Bardia, nel 525 Cambise condusse una campagna contro l'Egitto, che cadde dopo le battaglie di Pelusio e Menfi. Cambise tentò poi di estendere ulteriormente il potere persiano verso ovest, ma gli attacchi contro Cartagine, Nubia e Amon fallirono tutti. Nel 522 venne a sapere di una rivolta in Iran, capeggiata da un impostore che rivendicava di essere suo fratello Bardia. Ma mentre si affrettava a tornare in patria per recuperare il controllo della regione in rivolta, morì. Si disse che si era suicidato, ma qualche storico crede che questa sia solo propaganda diffusa dal suo successore.

Subito dopo la morte di Cambise II uno dei suoi generali, un uomo chiamato Dario, riportò le truppe in Iran per reprimere la ribellione, che prima del suo arrivo si sviluppò ulteriormente. Membro della dinastia achemenide e lontano parente di Cambise II, Dario dichiarò di essere l'erede legittimo di Cambise. Seguì un anno di duri combattimenti nel tentativo di stroncare la rivolta e assicurarsi il diritto al trono, ma nel 521 Dario I aveva il solido controllo sull'impero persiano.

Secondo tutti i resoconti fu un re eccezionale. Dopo aver soppresso la ribellione combinando dure punizioni e clemenza verso le popolazioni del luogo, riorganizzò l'impero e codificò le sue leggi. Estese ulteriormente il potere persiano, fino all'India settentrionale, e stabilì una testa di ponte attraverso l'Ellesponto, dando alla Persia un punto di sbocco permanente in Europa. Soppresse con successo una rivolta delle città-stato greche e si guadagnò la benevolenza dei Greci destituendo i tiranni e restituendo la democrazia al popolo.

Nel 492 l'esercito di Dario aveva riconquistato la Tracia e la Macedonia nei Balcani e preparava l'invasione della Grecia. All'inizio Dario sottovalutò le difficoltà della campagna, così nel 490 l'alleanza greca lo sconfisse in modo decisivo nella battaglia di Maratona. Dario fu costretto a ritirarsi e riorganizzarsi. Cominciò a prepararsi per una nuova campagna su grande scala, ma non ebbe il tempo di metterla in atto.

Dario I morì nel 486 a.C.; gli successe il figlio, Serse I. Serse soffocò subito una grande rivolta in Egitto, che risolse con una veloce campagna nel 484. Diversamente dai suoi predecessori, Serse si comportò duramente con la provincia ribelle, destituendo i capi locali e imponendo ai cittadini il controllo diretto persiano. La stessa sorte la subirono i Babilonesi quando si ribellarono nel 482.

Serse e le campagne greche

Nel 480 Serse condusse uno smisurato esercito nel nord della Grecia, supportato da una potente flotta. La Grecia settentrionale cadde abbastanza velocemente: nonostante l'eroica difesa degli Spartani e dei Beoti alle Termopili, i difensori non furono in grado di impedire all'esercito di Serse di marciare su Atene e saccheggiare la più grande città della Grecia. Tuttavia gli Ateniesi avevano evacuato la loro città prima dell'arrivo dei Persiani; la loro flotta da guerra rimaneva una forza potente.

Nella battaglia di Salamina (480 a.C.) una flotta greca di circa 370 triremi inflisse una pesante sconfitta a 800 galee persiane, distruggendo probabilmente 300 navi al costo di 40. Questa sconfitta ritardò di un anno il piano persiano di portare l'offensiva all'interno della Grecia, dando ai Greci il tempo di rafforzare le loro difese contro gli invasori. Serse fu costretto a ritornare in Persia, lasciando il comando al suo generale Mardonio. Contro il nuovo capo i Greci vinsero subito molte importanti battaglie in terra e in mare. Con la morte di Mardonio nella battaglia di Platea, la campagna finì e i Persiani sopravvissuti tornarono disordinatamente a casa.

Serse rinunciò definitivamente a invadere la Grecia. Nel 465 a.C. fu assassinato.

Arresto e declino della Persia

I tre re persiani che succedettero a Serse I - Artaserse I, Serse II e Dario II - governarono dal 465 al 404, ma erano deboli e senza personalità. Alla fine del IV secolo i Persiani riconquistarono un po' di potere nell'Egeo, mettendo con successo i greci l'uno contro l'altro durante la lunga guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta; tuttavia nel 405 a.C. l'Egitto insorse e la Persia non riuscì a riguadagnarne il controllo per più di 50 anni.

A Dario II successe Artaserse II, che regnò per 45 anni (dal 404 al 359 a.C.). Durante il suo regno Artaserse II combatté una guerra contro Sparta; ancora una volta il "casus belli" furono le colonie greche in Asia Minore. La Persia si alleò con gli Ateniesi (che si erano ripresi dalla loro disastrosa disfatta nella guerra del Peloponneso) e Sparta fu costretta a scendere a patti.

Nonostante sporadici successi, durante il III secolo la Persia si fece sempre più debole e disorganizzata. Nel 373 a.C. un gruppo di satrapi (governatori delle province) si ribellarono. Furono deposti, ma altri insorsero, e con frequenza sempre crescente. La posizione del re divenne sempre più instabile. Artaserse III salì al trono con il tradimento nel 359; nel tentativo di rendere più salda la propria posizione fece assassinare senza esitazione tutti i suoi parenti. Ma nel 338 lui stesso fu avvelenato per ordine dell'eunuco Bagoa, che mise al suo posto il figlio più giovane, Arses. Arses cercò di avvelenare Bagoa, ma fallì e fu ucciso. Bagoa mise quindi sul trono Dario III. Dario III era stato satrapo dell'Armenia; era solo imparentato alla lontana con il defunto re, ma tutti quelli che avevano più diritto di lui erano già morti.

Filippo, Alessandro e la fine degli Achemenidi

È difficile dire se Dario III sia stato o no un governante capace. Quando salì al trono l'impero persiano era andato in declino per ben oltre un secolo. Le regioni più importanti erano ormai in costante rivolta contro un governo centrale sempre più incompetente. Gli intrighi di palazzo indebolivano ancora di più la monarchia; i nobili cercavano di sopravvivere e si preoccupavano molto più delle loro sostanze che degli interessi dell'Impero. In simili circostanze qualsiasi leader avrebbe avuto seri problemi. Per quanto gli affari interni andassero male, i problemi impallidivano di fronte a quelli che si avvicinavano dall'Ellesponto.

Nel 359 a.C. Filippo ascese al trono della Macedonia, una piccola nazione chiusa tra la Grecia e i Balcani. Nel giro di appena 20 anni Filippo aveva conquistato tutta la Grecia e si preparava a invadere la Persia. In seguito al suo assassinio nel 336 un giovane chiamato Alessandro ereditò la corona della Macedonia. Dopo aver rafforzato la propria posizione e sedato una rivolta in Grecia, Alessandro riprese i piani di Filippo per l'invasione della Persia.

Alessandro era un genio militare, dotato di grande coraggio e di una smisurata ambizione. A capo di un esercito altamente disciplinato e ben equipaggiato, e grazie a doti strategiche eccezionali, affondò nella Persia come un coltello nel burro. Dario lo affrontò più volte in battaglia, spesso sovrastando numericamente l'esercito greco, ma Alessandro lo spazzò via ogni volta. Nel 330 a.C. la capitale persiana Persepoli cadde in mano agli invasori. Lo stesso anno Dario fu assassinato. L'ultimo regnante della dinastia achemenide era caduto.

Riepilogo

L'impero persiano era riuscito a sopravvivere e prosperare tra molti pericoli per un paio di secoli. Nel suo momento di massimo fulgore dominò le terre che andavano dall'India all'Egitto, dall'Iran ai Balcani. Era un impero vasto e difficile da gestire, esteso com'era su tre continenti e con sudditi che parlavano decine di lingue diverse. I migliori re della dinastia achemenide raccolsero le leggi in codici coerenti, trattarono i sudditi con clemenza ed equità e cercarono di interferire il meno possibile con l'amministrazione interna delle province a patto che il popolo si comportasse bene. I peggiori, d'altra parte, erano incompetenti gradassi sempre pronti ad accoltellarsi alle spalle.

Qualsiasi sia il giudizio su di loro, comunque, non si può negare che questi re siano stati maestri nell'arte della sopravvivenza. 200 anni al potere rappresentano un periodo molto lungo per una sola famiglia. Se non fosse stato per Alessandro e Filippo avrebbero potuto conservare il potere per altri 100 anni. Alessandro Magno fu un fenomenale comandante e condottiero, ma dopo la sua morte il suo impero gli sopravvisse a stento per un anno.

Fattoide persiano

Il pony del Mar Caspio, una delle più antiche razze di cavallo addomesticato al mondo, è stato selezionato originariamente nell'antica Persia.

Nella mitologia persiana il diavolo si serve di cibo persiano per corrompere il re della terra, "Zahak, il Re Drago".

Ecco alcune invenzioni o contributi introdotti dai Persiani:

- Il moderno mattone: alcuni dei mattoni più antichi ritrovati sono persiani; alcuni risalgono al 6000 a.C.

- Invenzione del vino.

- Invenzione del Tar (liuto), da cui deriva la moderna chitarra.

- Zoroastrismo: per molti storici Zoroastro fu il primo profeta di una fede monoteistica.

- Sotto Ciro II il Grande venne emanato il Cilindro di Ciro. Il cilindro contiene la prima dichiarazione dei diritti umani della storia, che anticipa la Magna Carta di un millennio.

- Il gioco del polo, nel 521 a.C.

- Il primo sistema di tassazione (sotto l'impero achemenide).