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Storia

Il Portogallo è stato abitato fin dalla preistoria: nel I millennio a.C. fu raggiunto dai mercanti fenici e poi cartaginesi, che vi incontrarono alcune tribù celtiche che si erano spinte in Iberia varcando i Pirenei. Nei secoli successivi la penisola fa occupata da romani, svevi e visigoti, ma si può dire che la storia del Portogallo abbia inizio con l'invasione musulmana del 711 d.C.: infatti fu istituito come regno cristiano indipendente nel 1139, durante la Reconquista. In prima fila durante l'epoca delle grandi scoperte, nel XV e XVI Secolo il Portogallo diede vita al primo impero mondiale, che si estendeva dal Sudamerica all'Africa e fino all'estremo oriente. Nell'Ottocento quell'impero si sgretolò, in particolare per via dell'indipendenza del Brasile, che nel 1822 inflisse un duro colpo al potere e all'influenza portoghesi. Dopo la rivoluzione che nel 1910 pose fine alla monarchia, il paese subì una serie di giunte militari e dittature, finché nel 1975 riuscì finalmente a indire elezioni democratiche. Una nuova costituzione nel 1976 e l'ingresso nella CEE nel 1986 assicurarono la tenuta della democrazia. La visione errata secondo cui questa nazione è stata poco più di un avamposto ai margini dell'Europa è stata ben riassunta dal giornalista americano Richard H. Davis, che ha scritto: "Il Portogallo è un'alta collina sormontata da una torre di guardia bianca che inalbera bandiere di segnalazione. Apparentemente è abitata da un uomo che vive in una lunga fila di case gialle con i tetti rossi e popolata da pecore che fanno gran mostra del loro equilibrio sui fianchi della collina.". Ma con la sua storia e la sua ricca cultura il Portogallo, che oggi è una delle nazioni più globalizzate, è molto, molto di più.

Clima e territorio

La nazione moderna del Portogallo occupa una parte della penisola iberica e due arcipelaghi nell'Atlantico: Madera e le Azzorre. Pur non avendo grande estensione, presenta una buona diversità di territori, dalle basse coste e le vaste pianure del sud fino ai monti Estrela, che sfiorano i 2.000 metri di altezza. Le Azzorre si trovano 1.600 km a ovest di Lisbona, a cavallo della Dorsale Medio Atlantica; Madera poco meno di 1.000 km a sud-ovest. Tre fiumi nascono nella Meseta, l'altopiano centrale spagnolo, e attraversano il Portogallo per tuffarsi nell'Atlantico; a nord si trovano il Duero, il Tago e il Guadiana, che scorre lungo il confine sud-orientale. Il clima portoghese è di tipo mediterraneo: nonostante le temperature fresche sulle montagne, è uno dei paesi più caldi d'Europa. Le precipitazioni annuali vanno dai 300 cm sulle montagne settentrionali a meno di 30 lungo una parte del Duero. Gli arcipelaghi presentano un clima classificato come marittimo temperato, sebbene Madera sia molto più arida delle Azzorre. Dopo millenni di insediamenti umani, della flora e della fauna originali non resta molto: la vegetazione più interessante è composta da varie specie di pino e di quercia. Il Portogallo presenta le specie di mammiferi e uccelli comuni in tutta la penisola iberica. D'altro canto, le sue acque sono tra le più ricche del mondo in termini di biodiversità, con migliaia di specie ittiche, tra cui molte varietà di sardine, tonni e sgombri.

Storia antica

La prima cultura umana distinta è emersa in Portogallo nel periodo Mesolitico, intorno al 5500 a.C. Nel giro di due millenni, tribù neolitiche provenienti dall'Andalusia avevano raggiunto la regione, portando l'agricoltura e la lavorazione della ceramica e dei metalli morbidi. In un periodo precedente al 500 a.C. popolazioni celtiche dell'età del ferro entrarono in Iberia dal nord, soppiantando gli abitanti neolitici. Più o meno nello stesso periodo i mercanti fenici e cartaginesi stabilirono basi commerciali e insediamenti sulle coste. Quando nel 201 a.C. Roma acquisì il controllo della penisola in seguito alla Seconda Guerra Punica, la federazione dei popoli lusitani si arroccò nelle sue fortezze occidentali e resistette alla dominazione romana finché, intorno al 140 a.C., anche le ultime tribù celtiche furono sconfitte. Nel 25 a.C. Cesare Augusto fondò Augusta Emerita (la moderna Merida) come capitale della provincia di Lusitania, che abbracciava tutto l'odierno Portogallo.

Con il declino dell'impero romano d'occidente la tribù germanica degli svevi entrò in Iberia dalla Gallia. Dopo essersi insediati nella Galizia del sud occuparono la Lusitania e poi il resto della penisola. A loro volta furono sostituiti dai visigoti, che dopo un certo periodo, però, si spostarono in Nordafrica. Nel 550 d.C. il regno goto degli svevi era stato ripristinato e il suo re si era convertito al cattolicesimo; ma era debole e diviso, prostrato da decenni di lotte. Quando nel 711 le forze musulmane invasero il paese, l'unica resistenza degna di nota si ebbe nei dintorni di Merida. Nel giro di due decenni i Mori occuparono la maggior parte del Portogallo e della Galizia. Nel 756 Abd al-Rahman I fondò il califfato omayyade di Cordoba.

L'Iberia musulmana e la Reconquista

Il Portogallo sarebbe rimasto sotto il dominio islamico per cinque secoli e mezzo. Nel 1031 il Califfato di Cordoba si dissolse in 23 piccoli regni, le "taifa", ognuna governata da un emiro che faceva capo a Damasco. La maggior parte del Portogallo ricadde nella taifa di Badajoz, ma lo stato di guerra costante tra i piccoli regni portò nel 1086 alla sua conquista da parte degli almoravidi, provenienti dal Marocco, a loro volta soppiantati nel 1147 dalla dinastia degli almohadi. Il governo islamico di al-Andalus, la parte musulmana dell'Iberia, fu contemporaneamente spietato e illuminato. Solo il regno settentrionale delle Asturie riuscì a sconfiggere a più riprese i Mori, mantenere l'indipendenza e restare cristiano.

Nel 778, cinquant'anni dopo che Carlo Martello aveva respinto i musulmani nella Battaglia di Tours, Carlo Magno diede il via alla riconquista dell'Iberia da parte delle forze cristiane. Facendo causa comune con le Asturie, i franchi e i Cavalieri Teutonici dedicarono i successivi cinque secoli a respingere lentamente i Mori, finché nel 1300 i possedimenti islamici sulla penisola si ridussero all'Emirato di Granada, sulla costa del Mediterraneo. Durante l'avanzata, i crociati fondarono diversi regni cristiani in Iberia: Navarra nell'824; León nel 910; Aragona nel 1035; Castiglia nel 1037... e Portogallo nel 1139.

La fondazione del Portogallo

La contea del Portogallo, vassalla del Regno di León, fu donata dal re ad Alfonso Henrique in cambio del suo servizio durante la guerra contro i musulmani. Nel 1128 il nuovo Conte del Portogallo sconfisse le forze della sua stessa madre per assicurare il proprio dominio esclusivo. Nel decennio successivo Henrique portò avanti una campagna militare ininterrotta contro i Mori, finché nel luglio 1139 riportò una vittoria decisiva nella Battaglia di Ourique. Subito dopo fu proclamato all'unanimità dai suoi soldati Re Alfonso I di Portogallo. Alfonso stabilì la sua corte a Lamego, dove fu incoronato ufficialmente dall'arcivescovo di Braga. Il nuovo regno fu riconosciuto come stato cristiano indipendente dal re di León e Castiglia nel 1143 e da Papa Alessandro III nel 1179.

Alfonso I e i suoi successori continuarono ad avanzare verso sud, ricacciando indietro i Mori. Nel 1249 la Riconquista del Portogallo terminò con la liberazione della regione dell'Algarve, che diede al paese i confini che mantiene ancora oggi. Dopo la Riconquista, la penisola iberica poté godersi un periodo di pace e il regno prosperò dal punto di vista economico e culturale. Nel 1383 Juan I di Castiglia, genero di un re del Portogallo anziano e senza eredi, avanzò delle pretese sul trono. Un gruppo di piccoli nobili portoghesi e di gente comune, guidato da João di Aviz (in seguito re João I), sconfisse i castigliani e diede inizio al regno della casata di Aviz in Portogallo.

Impero

João I del Portogallo trovò ben presto una valvola di sfogo per i più irrequieti e avventurosi dei suoi figli. I portoghesi, da sempre un popolo di marinai, sarebbero diventati esploratori, costruendosi così un impero in grado di abbracciare tutto il mondo. La prima impresa fu relativamente modesta: la conquista nel 1415 del primo avamposto oltremare, la città musulmana di Ceuta, sulla costa settentrionale dell'Africa. Sotto la direzione e il patrocinio del terzogenito di João, l'Infante Enrico, passato alla storia come Enrico il Navigatore (1394-1460), i capitani portoghesi avrebbero presto scoperto Madera e le Azzorre, scatenando la prima ondata di colonizzazione portoghese. Nel resto del secolo si sarebbero spinti sempre più a sud lungo le coste africane, acquisendo territori mentre cercavano una rotta per raggiungere l'India e l'Oriente.

Nel 1498 Vasco de Gama aprì finalmente una rotta commerciale marittima verso l'India, portando al Portogallo le ricchezze orientali. Due anni dopo la flotta vagante di Pedro Cabral scoprì il Brasile e lo rivendicò per la corona portoghese. Un decennio dopo Alfonso de Albuquerque conquistò Goa in India, Ormuz sul Golfo Persico e la Malacca in Malesia. Altri mercanti portoghesi stabilirono basi commerciali in India, Taiwan, Giappone e Timor. All'inizio del XVI Secolo la piccola nazione del Portogallo dominava le rotte marine nell'Oceano Indiano e nel sud dell'Atlantico ed era in grado di rivaleggiare con chiunque in Europa per potenza economica, politica e militare.

Restaurazione

Nel 1580 la lotta per la successione portoghese portò alla riunione di Spagna e Portogallo sotto Filippo II; il Portogallo restò una nazione sovrana, ma quest'unione lo privò di una politica estera distinta e lo obbligò a partecipare alla guerre spagnole in Europa e altrove. I ricavi provenienti dalle colonie e dal commercio oltremare finivano per la maggior parte nelle casse spagnole; questo spinse i nobili portoghesi a sollevarsi nel 1640 per riconquistare l'indipendenza. Da quel momento Portogallo e Brasile saranno governati da monarchi nominati dalla Casa Reale di Braganza.

Per i 150 anni successivi il Portogallo restò per lo più ai margini della politica europea. Con l'eccezione di una breve invasione spagnola durante la Guerra dei Sette Anni, la corona e il popolo furono ben contenti di godersi in pace i frutti dell'impero coloniale. Ma tutto questo ebbe fine con l'intervento dell'imperatore francese, Napoleone Bonaparte. Il Portogallo era riuscito, nonostante fosse alleato con la Gran Bretagna da più di quattro secoli, a tenersi fuori dal caos delle guerre napoleoniche. Nel 1807 il principe reggente João VI aveva assunto il potere al posto della madre Maria I, giudicata inadatta a governare a causa della porfiria che la affliggeva. Quando si rifiutò di unirsi al Blocco Continentale, che impediva alle navi inglesi di attraccare in qualsiasi porto europeo, le truppe francesi e spagnole invasero il Portogallo. Incapace di contrastarle, a novembre il principe si imbarcò con tutta la corte e l'amministrazione (circa 10.000 persone in tutto) e fuggì in Brasile attraverso l'Atlantico.

Dopo cinque anni il Portogallo fu liberato dalle forze anglo-portoghesi guidate da Wellington coadiuvate da gruppi di milizie locali, ma la lunga occupazione e il trasferimento del governo segnarono l'inizio di un declino che sarebbe continuato inesorabile fino al XX Secolo inoltrato. L'erosione dell'impero coloniale e, in particolare, l'indipendenza del Brasile nel 1822, inflissero un duro colpo all'economia portoghese. Con l'eccezione degli affari e delle eventuali rivolte coloniali, il governo si attenne in gran parte a un politica non dichiarata di isolazionismo. Dal punto di vista sociale e tecnologico il paese restò indietro rispetto alle altre nazioni europee. Le maggiori fonti di ricavo divennero l'agricoltura, il turismo e l'industria della pesca; il Portogallo fu considerato sempre più come "la periferia sonnolenta dell'Europa".

Rivoluzione e repubblica

Durante questo periodo re Carlo I fu obbligato a dichiarare la bancarotta del Portogallo due volte, nel 1892 e poi ancora nel 1902. In entrambi i casi seguirono proteste, tafferugli, fermento sociale e rivolte locali, mentre la monarchia diventava sempre più impopolare. Questa situazione culminò nel febbraio del 1908 con l'assassinio del re e del suo erede, il figlio Luis Filipe. La corona passò al secondogenito di Carlo, Manuel II, che però non riuscì a migliorare le condizioni del paese. Nell'ottobre 1910 una rivoluzione popolare rovesciò la monarchia e istituì la repubblica. Ma l'instabilità economica, il caos sociale e l'agitazione politica aprirono la strada al radicalismo. Nel 1926 un colpo di stato militare portò alla creazione della Ditadura Nacional. Il governo del Portogallo passò attraverso una serie di giunte militari, mentre la sua ricchezza e la sua influenza continuavano a declinare. A partire dal 1960 i movimenti indipendentisti in Angola, Mozambico e Guinea portarono allo scoppio della Guerra coloniale portoghese (1961-1974), che tra l'altro ebbe come risultato un embargo economico e altre sanzioni punitive della comunità internazionale nei confronti del Portogallo.

Un nuovo ordine

La giunta si oppose strenuamente alla decolonizzazione, dedicando a tale scopo una quantità di denaro e di risorse umane che il Portogallo poteva difficilmente permettersi. Di fronte a un'ondata crescente di dissenso, interno ed esterno, la dittatura fu finalmente spazzata via nell'aprile del 1974 dalla Rivoluzione dei garofani, un colpo di stato dei militari di sinistra che si svolse in modo relativamente pacifico. La rivoluzione portò all'indipendenza dei restanti territori portoghesi oltremare e, dopo due anni di transizione, anche al ritorno della democrazia nel paese. La costituzione portoghese fu riscritta nel 1976 per accogliere principi socialisti e comunisti. Da allora il governo si è alternato tra neosocialismo e neoliberismo: sono state intraprese riforme agrarie e nazionalizzazioni e, per due volte, il Portogallo è stato obbligato a ricorrere al Fondo Monetario Internazionale per concordare un programma di recupero e stabilizzazione dell'economia. Nel 1986 il paese è entrato nella CEE e successivamente nell'Unione Europea. Nel 1999 l'ultima colonia portoghese, Macao, è stata consegnata alla Repubblica Cinese. Dopo molti sforzi il Portogallo è stato ancora una volta reintegrato in Europa e ha ripreso il suo posto nella grande fratellanza delle nazioni mondiali.

Fattoidi

Nel 1373 d.C. i re di Portogallo e d'Inghilterra firmarono un trattato d'alleanza; ratificato nel 1386 dal Trattato di Windsor, il patto è valido ancor oggi, il che ne fa l'alleanza ininterrotta più lunga del mondo.

Nel 1755 il "Grande Terremoto di Lisbona" (oggi stimato come un 9 sulla scala Richter) e le conseguenti onde di maremoto rasero al suolo la città e devastarono gran parte del Portogallo centrale e meridionale, portando morte e distruzione sino in Nordafrica. Si stima che il terremoto, uno dei più letali della storia, abbia fatto 100.000 morti nella sola Lisbona.

Il Fado è un genere musicale che ha avuto origine a Lisbona negli anni '20 dell'Ottocento, sebbene le sue radici affondino in un passato più remoto; recentemente è stato aggiunto alla lista dei "patrimoni culturali immateriali" dell'UNESCO, l'organizzazione culturale delle Nazioni Unite.