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Storia

La posizione della penisola iberica, tra il Nordafrica e l'Europa, l'ha resa importante fin da tempi preistorici. Prima potenza imperiale a raggiungere una dimensione davvero mondiale, la Spagna ha subito guerre devastanti e secoli di agitazioni politiche. Dalla scoperta e colonizzazione del Nuovo Mondo al coinvolgimento in innumerevoli guerre d'indipendenza, la Spagna è una delle poche nazioni che può vantare un'influenza globale vasta e duratura.

Geografia e clima

Come dimensioni, il Regno di Spagna è solo 50° al mondo: con mezzo milione di kmq di superficie, infatti, è appena 80.000 kmq più grande dello stato della California. La maggioranza della nazione è dominata da altopiani e catene montuose, tra cui la Sierra Nevada a sud e i Pirenei a nord-est. Il picco più alto si trova su un'isola: si tratta del vulcano Teide, a Tenerife, una delle Canarie.

Il clima spagnolo è incredibilmente diversificato, anche escludendo le colonie e considerando solo il blocco continentale. Le aree a sud godono di un clima mediterraneo semi-arido, la pianura centrale ha un clima continentale, mentre le aree a nord sono montagnose ma subiscono l'influenza dell'Oceano Atlantico. A differenza di quanto si ritiene, in Spagna la pioggia non cade per lo più in pianura, ma piuttosto sulle montagne.

Storia antica: dai Cro-Magnon ai Celti

I reperti archeologici, tra cui spiccano le famose pitture nelle Grotte di Altamira, suggeriscono che gli esseri umani siano arrivati nella penisola circa 32.000 anni fa. La Spagna è stata occupata da due gruppi principali: gli Iberi nelle zone meridionali e orientali, i Celti a nord e a ovest. La conformazione del terreno si presta ottimamente al commercio, tanto che Fenici e Greci stabilirono una fiorente attività di scambio d'oro e d'argento intorno alla città di Tartessos, situata nei pressi dell'odierna Siviglia. Lungo le coste del Mediterraneo furono fondate diverse colonie fenicie, greche e cartaginesi, ma nonostante l'afflusso d'oro e la potenza degli stranieri la popolazione locale mantenne il controllo della maggior parte dei territori.

Arrivano i Romani

Questa situazione durò sino al 210 a.C. circa, quando i Romani catturarono le colonie cartaginesi durante la Seconda Guerra Punica. Subito dopo Roma lanciò una campagna di conquista dell'entroterra che in poco tempo la portò a dominare gran parte della penisola. Nel corso dei successivi 500 anni i Celti e gli Iberi si romanizzarono sempre più: le famiglie aristocratiche entrarono a far parte della nobiltà, strade e basi commerciali segnarono il territorio e vennero adottate nuove tecniche di irrigazione, tra cui i famosi acquedotti. Verso la fine di questo periodo venne introdotto il cristianesimo, che fu rapidamente adottato dalla popolazione locale.

Roma cominciò a perdere il controllo della penisola (allora chiamata "Hispania" o "Iberia") nel 409 d.C., quando l'invasione della Gallia da parte dei Germani spinse Vandali e Svevi verso ovest. Le tribù così trasferite costituirono un nuovo regno in corrispondenza dell'odierna Galizia e del Portogallo, mentre Roma non aveva le risorse per opporsi. I Vandali si diffusero rapidamente in tutta l'Iberia, lasciando ai Romani solo un piccolo insediamento sulla costa meridionale: Spania, appunto. Sfruttando questa "testa di ponte" Bisanzio sperava di riconquistare l'Iberia, ma presto l'intera penisola cadde sotto il dominio dei Visigoti.

L'invasione dei Mori

I Visigoti mantennero il controllo dell'Iberia per tre secoli, fino all'improvvisa invasione dell'impero musulmano dei califfi Omayyadi. Le grandi armate dei Mori attraversarono il mare a Gibilterra e in soli sette anni, dal 711 al 718 d.C., conquistarono quasi tutta la penisola. Il nuovo governo islamico permise a cristiani ed ebrei di mantenere la loro religione, pur imponendo tasse speciali e sottoponendoli a pratiche discriminatorie. Nonostante questi pregiudizi, quasi inconsistenti per l'epoca, molti locali si convertirono all'Islam.

Sebbene avessero la stessa lingua e religione, gli invasori stessi erano tutt'altro che uniti: ben presto fazioni di Mori si separarono dal gruppo principale per fondare nuovi insediamenti, in particolare nelle regioni di Valencia e Granada. Nell'XI secolo i territori musulmani si frantumarono ancora, permettendo ad alcuni regni cristiani di espandere i loro confini. Cristiani e musulmani continuarono a disputarsi il controllo dell'Iberia per secoli.

Reconquista, unificazione e Inquisizione

La lunga Reconquista ebbe origine ufficialmente nel 722 con la Battaglia di Covadonga, ma per molto tempo non riuscì a prendere piede. Durante l'espansione cristiana vennero fondati molti regni, come le Asturie o l'Aragona, ma la maggior parte dei regni islamici mantenne il controllo delle proprie terre. Per 700 anni infuriò la guerra, roccaforti furono costruite e abbattute, il potere passò da una mano all'altra mentre i confini mutavano quasi ogni anno. Nonostante la lenta avanzata dei regni cristiani, la vittoria sembrava ancora lontana.

La situazione cambiò radicalmente con la fusione di Castiglia e Aragona, unificate nel 1469 dal matrimonio di Isabella I e Ferdinando II. I due monarchi condussero un violento attacco contro la roccaforte di Granada e nel 1492 posero fine al dominio islamico in Iberia, durato 781 anni.

Il 1492 fu un anno molto importante: Cristoforo Colombo, con l'appoggio di Isabella, raggiunse l'America (dando il via alla colonizzazione del Nuovo Mondo), mentre gli ebrei spagnoli ricevettero l'ordine di convertirsi al cristianesimo o affrontare l'espulsione o addirittura la morte per mano dell'Inquisizione.

Il nuovo regno di Isabella e Ferdinando divenne noto come Spagna e, grazie alla ricchezza delle colonie, diventò rapidamente la prima "potenza mondiale" del suo tempo.

La Spagna imperiale, padrona del Nuovo Mondo

Al suo massimo splendore l'impero spagnolo poteva vantare possedimenti in ogni parte del mondo: vasti territori nelle Americhe, piccole porzioni di Europa, diverse città lungo la costa nordafricana e tutte le Indie Orientali. Gli spagnoli divennero la maggiore potenza mondiale in quest'epoca di scoperte, accumulando grandi quantità di ricchezze e stabilendo grandi reti commerciali con le colonie e i principati. A ragione si diceva che sull'impero "il sole non tramontava mai", dato che c'era sempre qualche regione toccata dai suoi raggi.

Le nuove rotte commerciali verso il Nuovo Mondo fornirono alla Spagna conoscenze e cultura, ma anche nuove risorse sotto forma di metalli preziosi, spezie e prodotti vegetali. L'età dell'oro della Spagna portò anche un grande impulso intellettuale e spirituale che a sua volta promosse la nascita dell'umanesimo e gettò i primi semi della Riforma protestante. In questi anni fu anche fondata la famosa Scuola di Salamanca.

Tribolazioni e guerre: la Spagna non ha mai respiro

Da un grande potere derivano grandi responsabilità, quantomeno se non si desidera che i corsari barbari devastino le coste con le loro incursioni a caccia di schiavi. Oltre a subire la costante minaccia di pirati e ottomani, la Spagna si trovò impelagata in una guerra costante contro la Francia. Tumulti e guerre religiose scuotevano il Sacro Romano Impero, trascinato ancor di più nel caos dai conflitti che fecero seguito alla Riforma protestante. Alla guerra si aggiunse la pestilenza: negli anni '50 del XVII secolo l'impero fu squassato dalla Grande Peste di Siviglia.

A partire da questo momento il potere e l'influenza della Spagna cominciarono a decadere sempre più rapidamente. La separazione del Portogallo e l'ascesa dell'Olanda la privò dei possedimenti in Europa, a cui fecero seguito pesanti sconfitte durante la terribile Guerra dei Trent'Anni.

Per due secoli una lunga serie di conflitti prostrò e decimò l'impero. Nel XVIII secolo Napoleone Bonaparte invase il paese con l'inganno, sostenendo di muovere contro il Portogallo. All'inizio dell'Ottocento una rivolta nazionalista rovesciò il governo collaborazionista e portò alla Guerra d'indipendenza spagnola. Alla fine la Spagna riportò la vittoria (grazie soprattutto alla disastrosa Campagna di Russia voluta da Napoleone), ma il paese rimase in balìa dei tumulti politici.

La Spagna si trovò poi coinvolta in diverse guerre di indipendenza scatenate dalla sue colonie, che culminarono con la Guerra ispano-americana. Nel XX secolo le cose non andarono molto meglio: negli anni '30 la Guerra Civile causò più di mezzo milione di morti e finì col dare il potere a un governo fascista e autoritario. Oggi si pensa che questa guerra rappresenti la prima battaglia della Seconda Guerra Mondiale.

Solo alla morte del Generale Francisco Franco, nel 1975, la monarchia fu restaurata e per la Spagna le cose cominciarono a sistemarsi per la prima volta in 300 anni.

Presente e futuro

Nel 1978 fu approvata una costituzione che introduceva la democrazia: re Juan Carlos pose fine alle ribellioni dei movimenti nazionalisti radicali che avevano devastato alcune regioni, in particolare i Paesi Baschi. Nel 1982 la Spagna è entrata a far parte della NATO e nel 1986 della Comunità Europea, successivamente consolidata nell'Unione Europea.

Dai suoi anni di gloria come potenza imperiale, passando attraverso secoli di guerre e di sconvolgimenti interni, la Spagna è riuscita a ricostruirsi e a emergere come una nuova potenza mondiale, nona per importanza dell'economia e decima per qualità di vita. Moltissimi paesi in tutto il mondo possono ricondurre una parte della loro cultura o identità nazionale alla Spagna: pensiamo alle architetture in ferro battuto di New Orleans, o alla fede cattolica diffusa nelle Filippine. Poche nazioni possono vantare un'influenza vasta e duratura come quella spagnola, così oggi come quand'era al picco della potenza imperiale.

Fattoidi spagnoli

Una delle eredità più evidenti della Spagna imperiale è il linguaggio: oggi quasi 500 milioni di persone parlano spagnolo, che è la seconda lingua più parlata al mondo.

La Spagna è la prima nazione al mondo per la produzione di energia solare, avendo superato gli Stati Uniti nel 2010 con la costruzione della gigantesca centrale di La Florida. Inoltre, con grande dispiacere di Don Chisciotte, più del 50% dell'energia generata nella nazione è prodotta da mulini a vento.

In teoria, se non in pratica, il nudismo è legale in ogni angolo del territorio spagnolo.

Il berretto chiamato "basco" è stato inventato appunto dai baschi che vivono nei Pirenei nord-orientali.

L'autore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra ha scritto il Don Chisciotte, considerato il primo romanzo moderno.