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Storia

Costruita su una serie di isolette in una laguna nell'Adriatico, Venezia è stata il porto europeo più importante per tutto il Medioevo e il Rinascimento, nonché il collegamento commerciale e culturale del continente con l'oriente. Nata come insediamento di rifugiati romani in fuga di fronte alle invasioni di germani e unni, nel 726 d.C. la città si ribellò al governo bizantino e si proclamò libera repubblica, eleggendo il primo dei 117 dogi che l'avrebbero amministrata. Dal IX al XII Secolo Venezia si sviluppò fino a diventare una potenza navale e commerciale in grado di dominare le rotte commerciali nel Mediterraneo verso il Medio Oriente e l'Asia e dal Marocco alla Spagna. I mercanti-esploratori veneziani si spinsero in Asia e in Africa, riportando in città ricchezze sempre maggiori e rendendola uno dei centri culturali dell'Europa. La marina veneziana sfidò quelle bizantina e ottomana per il predominio sulle coste del Mediterraneo, ma alla fine una serie di ragioni, tra cui la scoperta del Nuovo Mondo e le lotte dinastiche tra le nazioni europee, portò al declino della sua ricchezza, influenza e potere. Nel 1797, con la conquista di Napoleone, la città perse per sempre la sua indipendenza. Tuttavia, da allora Venezia si è conquistata un posto impareggiabile nell'immaginario collettivo del mondo. Lo spettacolo dei suoi canali, le facciate di marmo delle chiese, i palazzi affrescati e le magnifiche opere d'arte che si riflettono nelle acque scintillanti della laguna sotto il cielo azzurro ne hanno fatto uno dei luoghi più romantici della civiltà moderna.

Clima e territorio

Situata all'estremità settentrionale dell'Adriatico, Venezia è stata costruita su un arcipelago di 117 isolette sparse in una laguna a forma di mezzaluna che si estende dalle paludi di Jesolo a nord fino alla cittadina di Chioggia a sud, per una lunghezza totale di circa 50 km. Le basse acque della laguna sono riparate da una linea di banchi di sabbia con tre aperture che permettono alle maree di fluire e alle imbarcazioni di raggiungere la città. La laguna è divisa in due zone, una viva e una morta. La prima è costituita da baie salate e paludi formate dai depositi sedimentari di decine di piccoli ruscelli e dei fiumi Po e Piave; la seconda occupa la maggior parte della laguna ed è separata dal mare da una striscia di terra chiamata Lido. Il clima di Venezia è temperato, determinato dalla presenza delle Alpi a nord e dell'Adriatico a sud. Le estati sono moderatamente calde, con temperature medie intorno ai 26 gradi, mentre d'inverno la temperatura è intorno allo zero, con piogge e foschie frequenti. Le precipitazioni annuali si aggirano sui 90 centimetri. Abitate da secoli, le isole di Venezia possono vantare ben poca fauna o vegetazione selvatica.

Prima della Repubblica

Sebbene non sia rimasto alcun resoconto sui primi insediamenti nell'area di Venezia, gli storici romani indicano che profughi provenienti da città come Padova, Aquileia e Treviso si spostarono nel bacino della laguna nel V Secolo d.C., spinti dalle incursioni degli unni. Lì si unirono a pescatori itineranti e minatori di sale per creare villaggi su molte delle isole. In genere come data per la fondazione della città vera e propria si considera la consacrazione della sua prima chiesa cristiana, San Giacomo, avvenuta nel marzo del 421 sull'isola di Rialto. L'area faceva parte dell'Esarcato di Ravenna, supervisionato da un viceré nominato dall'imperatore bizantino di Costantinopoli. Nel 726 i popoli dell'Esarcato si ribellarono contro il governo bizantino spinti da papa Gregorio II, che temeva la diffusione della cristianità ortodossa in Italia. Nel caos che ne derivò i cittadini della laguna veneziana dichiararono l'indipendenza ed elessero un proprio comandante. Il prescelto, Ursus, fu il primo di una successione ininterrotta di dogi eletti tra le famiglie più in vista della città.

Una lunga serie di dispute tra le famiglie più potenti sul ruolo e i diritti del doge non impedì l'esplosione commerciale della nuova potenza navale. Protetti dalla loro flotta, i veneziani stabilirono basi commerciali nei più importanti porti del Mediterraneo: la ricchezza prese a fluire nella città da luoghi remoti come i regni slavi cristiani e gli stati musulmani in Spagna e Nordafrica. L'aumento della ricchezza personale dei cittadini, oltre a generare un senso di identità nazionale, portò a una maggiore stabilità grazie alla formazione di una classe dirigente più ampia in grado di limitare il potere del doge. La città prosperò nonostante i tentativi di mitigare o porre fine al suo potere economico e militare da parte di vari papi, di Carlo Magno e del re Pipino di Lombardia. Nel 775 una diocesi episcopale fu stabilita sull'isola veneziana di Olivolo, simbolo dell'accordo raggiunto tra il papato e i dogi. Più di ogni altra cosa, la statura e l'influenza di Venezia in questo periodo fu marcata da due eventi: la costruzione di estese fortificazioni su parecchie isole per proteggere la laguna e la città e della Basilica di S. Marco, eretta nell'832 per ospitare le presunte reliquie di S. Marco Evangelista (patrono della città) che alcuni mercanti veneziani avevano rubato ad Alessandria.

Venezia nel Medioevo

All'inizio del XII Secolo la Repubblica intraprese un enorme progetto per la costruzione di navi, appoggiandosi all'Arsenale, un cantiere navale di 110 acri situato nel cuore della città; nel giro di una generazione Venezia disponeva di 36.000 marinai a bordo di 3.300 navi da guerra, la flotta più grande del Mediterraneo. Nel 1200 aveva conquistato diverse città e stabilito avamposti fortificati lungo la costa adriatica in Istria e Dalmazia. Una serie di dogi espansionisti portò all'acquisizione di territori anche sulla terraferma, verso nord, principalmente per assicurare le rotte commerciali attraverso le Alpi e garantire alla città l'approvvigionamento di grano. Avendo la flotta più potente del Mediterraneo e desiderando controllare il commercio di sale, Venezia strappò all'impero bizantino in declino il controllo della maggior parte delle isole del mare Egeo, incluse Cipro e Creta. Per gli standard dell'Europa medievale il dominio veneziano sui suoi territori era relativamente benigno, e gli abitanti di città come Bergamo, Brescia, Verona e Ragusa l'avrebbero spesso supportata con entusiasmo nelle sue iniziative militari e non.

In seguito alla Quarta Crociata, Venezia divenne una potenza imperiale. Il doge Enrico Dandolo, anziano e cieco ma di brillante intelligenza, "prese la croce" e coinvolse Venezia nella crociata, che portò nell'aprile del 1204 al sacco di Costantinopoli. Prima della sua morte, avvenuta un anno dopo, Dandolo giocò un ruolo fondamentale nella definizione del successivo trattato che suddivise l'impero bizantino, ottenendo nuove terre e concessioni commerciali dagli stessi bizantini e dagli stati crociati.

Già all'inizio del Medioevo il governo di Venezia acquisì una forma duratura. Simile sotto molti punti di vista a quello della repubblica di Roma, ruotava intorno al Maggior Consiglio, un'assemblea di alcune delle famiglie più antiche e ricche della città. Questo consiglio nominava tutti i pubblici ufficiali ed eleggeva un Senato che andava da 200 a 300 membri. Per gestire le questioni di stato più importanti c'era anche un gabinetto ridotto, il Consiglio dei Dieci, che includeva il doge ed era formato da individui scelti tra i membri del Maggior Consiglio. I cittadini comuni avevano il diritto, almeno in linea teorica, di concedere o negare l'approvazione per le nomine più importanti, inclusa la carica di doge.

Rinascimento

Nel 1453 la caduta di Costantinopoli per mano dei turchi ottomani proiettò Venezia in prima fila nella resistenza europea alla loro avanzata; nel 1499 la conquista della "Morea", ovvero del Peloponneso, diede ai turchi l'accesso al mare Adriatico ed escluse ogni possibilità di accordo tra i due imperi. Per il secolo successivo Venezia non risparmiò i colpi nella lotta per il dominio contro gli ottomani, che stavano soffocando le sue rotte commerciali verso l'oriente e l'Africa. Il conflitto culminò nell'ottobre del 1571 con la Battaglia di Lepanto, in cui la flotta cristiana guidata dai veneziani inflisse una sconfitta decisiva all'armata turca. La vittoria europea bloccò definitivamente l'espansione ottomana verso ovest, ma segnò anche l'inizio di un lungo declino delle fortune di Venezia.

Tra il XIV e il XVI Secolo Venezia era famosa per la sua ricchezza e opulenza: i suoi nobili divennero tra i mecenati più in vista del Rinascimento italiano. Cosmopolita per natura, Venezia attirò molti artisti straordinari come Tiziano, che si unirono a talenti locali come Giovanni Bellini e Tintoretto, compositori come Andrea Gabrieli e architetti come il Longhena (uno dei più grandi esponenti del Barocco). Nello stesso periodo studiosi come Galileo, che aveva insegnato nella prestigiosa università di Padova, approfittarono della sua liberalità per trovare rifugio nelle sue terre. La nuova invenzione della stampa si stava diffondendo in Europa e nel 1482 Venezia ne era ormai la capitale mondiale; il primo tipografo della città, Aldo Manuzio, creò i primi libri accessibili a tutti, più economici grazie alla copertina morbida. Mentre il potere politico di Venezia declinava, la sua prominenza culturale si faceva sempre più spiccata. Per usare le parole di uno storico francese: "[Venezia è] la città più trionfante che abbia mai visto... [è] impossibile descrivere la magnificenza e la ricchezza di questa raccolta unica di bellezze!".

Declino

Al declino di Venezia contribuirono diversi fattori. La Peste Nera la devastò nel 1348, dal 1575 al 1577 e ancora una volta nel 1630; quest'ultima epidemia uccise circa 50.000 cittadini, pari a un terzo della popolazione della città. I progressi compiuti da Portogallo, Inghilterra, Olanda e dai paesi scandinavi nell'ingegneria navale e negli armamenti resero obsolete le vecchie galee da guerra e i vascelli commerciali della Repubblica. Nel 1498 l'esploratore portoghese Vasco de Gama doppiò il Capo di Buona Speranza e aprì una via commerciale verso le ricchezze dell'Oriente; ben presto i mercanti portoghesi, inglesi e olandesi sostituirono i veneziani nell'economia europea. Intanto la Spagna stava riportando dal Nuovo Mondo più ricchezze di quante Venezia potesse sperare di eguagliare. Mentre Spagna, Francia e Sacro Romano Impero si disputavano l'egemonia della penisola italiana, l'influenza politica di Venezia scemava, sebbene le imprese militari continuassero a prosciugare le sue casse.

Nel 1508 d.C. tutte queste potenze si unirono al papato, agli ungheresi, ai Savoia e ai ferraresi nella Lega di Cambrai per porre fine al lungo dominio veneziano sul Mediterraneo. Le dispute interne alla Lega salvarono la Repubblica da una disfatta completa, ma Venezia perse gran parte dei suoi possedimenti sulla terraferma. Inoltre la vittoria a Lepanto, che aveva rafforzato la reputazione internazionale di Venezia per un certo periodo, d'altro canto aveva fatto sì che i turchi ripiegassero e si dedicassero a completare la loro metodica conquista del Mediterraneo orientale. Nel 1669, dopo una campagna durata quattro anni, gli ottomani presero Creta, l'ultimo possedimento veneziano a est dell'Italia. In seguito una campagna per ristabilire la presenza veneziana a oriente culminò con la liberazione della Morea, ma lo sforzo si dimostrò esorbitante in termini di denaro e di vite umane; nel 1718 i territori così faticosamente conquistati furono restituiti agli ottomani in cambio di alcune concessioni commerciali.

Nei decenni successivi la Repubblica si adagiò sugli allori, vivendo della memoria delle glorie passate. Una serie di dogi inetti isolò Venezia politicamente, economicamente e diplomaticamente. Alla fine la Repubblica fu spazzata via dagli strascichi lasciati dalla Rivoluzione Francese. Durante la campagna austriaca del 1797 Napoleone, pratico fino alla brutalità nelle faccende militari, sostenne che la città-stato costituiva una minaccia per la sua linea di ritirata. Dopo la sconfitta dell'Austria e il trattato di Leoben, Venezia si trovò senza alleati per resistere alle richieste francesi; nel maggio del 1797 l'ultimo doge, Ludovico Manin, fu deposto su insistenza di Napoleone. Nello stesso anno la città fu ceduta all'Austria con il Trattato di Campo Formio.

Dopo la Repubblica

Nel 1848, in seguito alle rivoluzioni che attraversarono l'Europa, la città tornò brevemente a essere una Repubblica, ma l'anno successivo ricadde nuovamente in mano alle forze austriache. Nel 1866 la sconfitta dell'Austria da parte dei Prussiani la fece passare all'Italia, che aveva raggiunto l'unione appena cinque anni prima. Da allora in poi le fortune di Venezia sono state legate a quelle italiane attraverso due guerre mondiali, il fascismo, la Guerra Fredda e l'entrata nell'Unione Europea. La Serenissima rimane comunque la repubblica democratica più longeva nella storia del mondo.

Fattoidi

La maggior parte delle composizioni di Antonio Vivaldi, detto "il Prete Rosso" e virtuoso violinista, è stata scritta per l'ensemble barocco femminile dell'Ospedale della Pietà, un convento-orfanotrofio e scuola di musica della sua natia Venezia.

Il titolo veneziano di "doge" è una corruzione del latino "dux" (condottiero); alla stessa radice si può ricondurre la parola "duca", sebbene i poteri e i diritti delle due cariche non fossero affatto equivalenti (se non altro perché la prima era elettiva, la seconda ereditaria).

Al centro dell'economia medievale veneziana c'era la colleganza, una specie di società mista creata da un mercante per finanziare una singola, lunga spedizione; queste iniziative davano a persone coraggiose di ogni estrazione (inclusi artigiani, operai, vedove, gente comune e studenti) la possibilità di trarre grandi profitti dalle spedizioni di successo.