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Civiltà e leader
Alessandro

Vissuto:

356-323 a.C.

Titoli:

Alessandro Magno

Civiltà:

Alessandro
Leader dei Greci

Informazione sulla partita:

Lega Ellenica

influence L'Influenza sulle città-stato diminuisce il doppio più lentamente e aumenta il doppio più velocemente.

Storia

Alessandro il macedone fu senza dubbio uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi. In soli 17 anni condusse i propri eserciti da una vittoria all'altra attraverso l'Europa, l'Africa, il Medio Oriente e l'Asia, conquistando ogni nazione con cui entrò in contatto.

La giovinezza

Alessandro era figlio di Filippo II, re e condottiero di grande successo che aveva salvato il proprio regno dalla rovina e guidato il suo popolo al trionfo conquistando Atene, l'Illiria e la Tracia, le stesse potenze che pochi anni prima erano state sul punto di annettere la Macedonia. In quanto figlio del più potente monarca del mondo "civilizzato", Alessandro ricevette un'educazione privilegiata: suo tutore personale fu Aristotele, uno dei sommi pensatori della civiltà occidentale.

La madre Olimpiade gli aveva insegnato che era discendente di Ercole e Achille, così il giovane Alessandro crebbe con una grande fiducia in se stesso. All'età di 16 anni Filippo partì per attaccare Bisanzio e gli affidò la reggenza della Macedonia; durante l'assenza del padre Alessandro represse duramente una ribellione in Tracia. Due anni dopo era alla guida dell'ala sinistra dell'esercito del padre nella battaglia in cui le forze di Filippo sconfissero l'alleanza delle città stato elleniche, conquistando così l'intera Grecia.

L'anno successivo la fortuna abbandonò temporaneamente Alessandro. Re Filippo divorziò dalla moglie per una donna di nome Cleopatra Euridice. Madre e figlio furono costretti a fuggire dalla Macedonia. Qualche tempo dopo Alessandro si riconciliò con il padre, ma la sua successione sarebbe stata messa in discussione se Filippo non fosse morto prima di generare un altro figlio.

L'ascesa al potere

In seguito alla conquista della Grecia e dei Balcani, Filippo aveva cominciato a radunare un esercito per invadere la Persia. Nel 336, durante il matrimonio della figlia, Filippo fu assassinato da Pausania, il capitano delle sue guardie del corpo. (Alcuni ritengono che dietro l'assassinio ci fosse la mano di Olimpiade, se non addirittura di Alessandro. Non c'è però alcuna prova in supporto di quest'ipotesi, anche perché lo stesso Pausania morì nell'agguato.) All'età di vent'anni Alessandro fu proclamato re dall'esercito e dall'aristocrazia macedoni. Per celebrare la vittoria assassinò tutti i potenziali rivali al trono, dopodiché rimise mano all'invasione della Persia pianificata dal padre.

La creazione di un impero

L'esercito di Alessandro era composto da 30.000 fanti e 5.000 cavalieri, un numero enorme per quei tempi, ed era accompagnato da ingegneri, topografi, scienziati e addirittura storici.

Ben presto Alessandro collezionò una vittoria dopo l'altra contro i Persiani. Alessandro batté ripetutamente l'élite dell'esercito persiano, che pure godeva di un vantaggio numerico di dieci a uno. Il suo successo è attribuibile al suo genio militare, al superbo addestramento ed equipaggiamento delle sue truppe e a un incrollabile spirito di corpo, rafforzato dalla fede nell'invincibilità del loro condottiero.

Alessandro, dal canto suo, sembrava non conoscere la paura. Era solito condurre personalmente nel pieno della battaglia la Cavalleria dei Compagni, un'unità sceltissima. Nel corso della sua carriera militare ricevette diverse gravi ferite, ma queste non mitigarono affatto il suo ardore in battaglia.

Una volta assicurata la resa della Persia rivolse lo sguardo verso sud e conquistò la Siria, la Palestina, gran parte del moderno Iraq e infine l'Egitto. Tornato in Persia, distrusse le ultime forze che ancora gli si opponevano e si impadronì dell'intera nazione. Proseguendo verso est raggiunse infine le terre del grande re indiano Poro, che riuscì a fermare la sua avanzata. Alla fine Alessandro riuscì a riportare la vittoria, ma subì perdite tali che i suoi uomini lo implorarono di porre fine alla campagna e lasciare che tornassero alle loro famiglie. Alessandro stesso tornò indietro e cominciò a regnare dalla città di Babilonia, precedentemente conquistata.

La caduta di Alessandro

In soli 8 anni di guerra Alessandro aveva conquistato un territorio superiore a quello di qualsiasi altro condottiero dell'epoca. Aveva condotto il suo esercito in battaglia contro tutte le più grandi nazioni del tempo, e nessuna era stata in grado di resistergli. Era il monarca assoluto del più grande impero che il mondo avesse mai visto.

A quanto pare, però, la cosa cominciò ad annoiarlo.

Una volta insediato a Babilonia, per Alessandro iniziò un inesorabile declino. Cominciò a bere e si lasciò tentare da ogni sorta di dissolutezza (e a Babilonia c'era solo l'imbarazzo della scelta). Sempre più spesso fu vittima di scatti d'ira e attacchi di paranoia. Una notte, stravolto dalla rabbia e sotto l'influenza dell'alcol, Alessandro uccise Clito il Nero, il suo ufficiale più fedele. Quest'atto barbarico ossessionò Alessandro per il resto della sua vita, che peraltro non durò a lungo.

Nel giugno del 323 a.C., con il corpo ormai indebolito dai molti eccessi, Alessandro morì di malaria. Aveva solo 32 anni.

Il giudizio della Storia

"Quando Alessandro vide l'ampiezza dei suoi domini pianse, perché non c'erano più mondi da conquistare".

Quest'uomo straordinario (e suo padre prima di lui) conquistò la Grecia, i Balcani, l'Asia Minore, la Siria, l'Egitto, la Persia e tutta l'Asia fino all'odierno Afghanistan. L'impero tuttavia non riuscì a sopravvivere alla morte di Alessandro: nessun comune mortale sarebbe riuscito a tenerlo insieme, così venne spartito tra i suoi generali. Ma le conquiste di Alessandro diffusero la cultura ellenica nella maggior parte del mondo allora conosciuto e imposero per secoli il greco come lingua della cultura, dell'arte e della scienza.

Con la possibile eccezione di una o due figure religiose, nessun uomo ha avuto un'influenza maggiore di Alessandro Magno sulla civiltà occidentale.