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Civiltà e leader
Askia

Vissuto:

circa 1440-1538 d.C.

Titoli:

Askia (Usurpatore)

Civiltà:

Askia
Leader di Songhai

Informazione sulla partita:

Signore del fiume

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Storia

Mohammad ibn Ab Bakr Turé, noto anche come Mohammad I Askia, regnò dal 1493 al 1528. Unificando l'intera regione centrale del Sudan occidentale diede vita all'Impero Songhai, il più esteso in tutta la storia africana. Sebbene abbia condotto diverse campagne militari, viene ricordato soprattutto per aver riorganizzato e modernizzato il Songhai, a cui riuscì a dare stabilità. Inoltre è rimasto famoso il suo pellegrinaggio alla Mecca.

Gli inizi

Askia era un generale al servizio di Sonni Ali, il primo grande leader dell'Impero Songhai. Ali estese il controllo del Songhai lungo il fiume Niger, conquistando le ricche città di Timbuctu e Djenné. Per quanto fosse nominalmente musulmano, Ali continuò a praticare anche l'animismo africano, tollerando nel suo impero, accanto all'Islam, anche le altre religioni. Nel 1492 morì in un orribile incidente: dopo essere caduto in un fiume con il suo cavallo finì trascinato giù da una cascata. Ad Ali succedette il figlio, Sonni Baru. Askia cominciò immediatamente a tramare per rovesciare Baru e ottenne il potere nel 1493 con l'aiuto di ribelli musulmani.

Il pellegrinaggio alla Mecca

Nel 1495, due anni dopo aver conquistato il trono, Askia intraprese un pellegrinaggio verso La Mecca. Questo lungo viaggio è rimasto famoso per la grande pompa e l'esagerata opulenza ostentate da Askia. Alla Mecca Askia incontrò il califfo d'Egitto, che lo nominò suo rappresentante religioso conferendogli il titolo di "califfo dell'Africa occidentale". Il cronista Mahmud Kati, che lo accompagnava, fornì un resoconto un po' più colorito degli eventi sostenendo che Askia era stato nominato califfo dai jinn (demoni) della Mecca.

Quando tornò nel Songhai, nel 1497, Askia era ormai profondamente legato all'Islam. Durante il suo regno Askia sostenne entusiasticamente le università religiose a Timbuctu e costruì molte moschee e scuole religiose in tutto il Songhai.

L'espansione militare

Askia estese il suo impero verso nord, sud e ovest, conducendo con successo varie campagne militari contro le città e i regni confinanti. Non tutte le sue battaglie furono vittoriose, comunque, tanto che oggi è ricordato come un comandante militare competente ma non eccezionale.

L'organizzazione dell'impero

L'espansione territoriale rese l'impero sempre più difficile da gestire. Askia divise le regioni in province e assegnò ciascuna di esse a un governatore. Inoltre estese la corte, creando le figure dei ministri delle finanze, della giustizia, dell'interno, dell'agricoltura, delle acque e foreste e delle "tribù di razza bianca" (Mori e Tuareg sottoposti a Songhai). Inoltre fondò un esercito permanente e persino una marina composta da canoe da guerra.

Infine Askia riorganizzò il sistema fiscale e impose norme su agricoltura, caccia e pesca.

Il giudizio della Storia

Askia regnò per 35 anni. Nel 1528, vecchio e cieco, fu deposto da uno dei suoi figli e morì 10 anni dopo. Viene considerato un amministratore molto competente, in grado di portare il suo regno in un'età dell'oro per la religione e la cultura in Africa occidentale. Per quanto non fosse un grande generale, riuscì a estendere i confini del suo impero e a conservare il potere, finché non venne sconfitto, inevitabilmente, dall'età. In definitiva, Askia può essere considerato uno dei leader più grandi della storia dell'Africa sub-sahariana.