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Civiltà e leader
Bismarck

Vissuto:

1815-1898

Titoli:

Cancelliere dell'Impero tedesco

"Cancelliere di ferro"

Civiltà:

Bismarck
Leader dei tedeschi

Informazione sulla partita:

Furor Teutonicus

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Storia

Otto von Bismarck, noto anche come il "Cancelliere di ferro", è forse la figura più significativa in tutta la storia tedesca. Durante la sua lunga carriera politica Bismarck unificò la Germania e fondò l'Impero tedesco; una debole e disorganizzata confederazione di stati divenne un'unica potente nazione, in grado di dominare l'intera Europa continentale.

La giovinezza

Discendente da una famiglia nobile prussiana, Bismarck ereditò certamente l'arroganza dell'aristocrazia terriera tedesca. Era uno studente scarso, ma particolarmente abile nei duelli, con un notevole interesse nella storia e nella linguistica. Tuttavia trascorreva gran parte del suo tempo a bere con gli altri aristocratici nella loro esclusiva confraternita.

Incapace di accettare la disciplina richiesta dal servizio militare, Bismarck entrò invece nel corpo diplomatico prussiano, dove le sue abilità lo portarono presto all'attenzione del re. Nominato alla Dieta Federale Tedesca (il congresso), Bismarck si adoperò per incrementare il prestigio e il potere della Prussia all'interno della Germania. Alla fine assunse la carica di primo ministro prussiano, e dopo lunghi anni di lotte riuscì a unificare la Germania sotto il dominio della Prussia. Bismarck raggiunse il suo obiettivo attraverso una sottile e scaltra diplomazia, coadiuvata da una serie di guerre vittoriose.

Politica estera

Una volta unificata la Germania, la politica estera di Bismarck si concentrò soprattutto sul mantenimento della pace in Europa. Per far questo cercò di isolare la Francia, nemico storico della Germania. In questo ottenne un grande successo. Nel 1870 organizzò una guerra contro la Francia per riunire diversi stati tedeschi (Baviera, Baden e altri) sotto l'Impero tedesco. In questa guerra la Francia venne rapidamente sconfitta.

Una volta raggiunto l'obiettivo di annettere gli altri stati tedeschi, Bismarck voleva concedere condizioni piuttosto indulgenti, ma il popolo e i militari pretesero di più; quindi fu costretto ad annettere le province francesi dell'Alsazia e della Lorena. Bismarck sapeva che questo avrebbe causato problemi a lungo termine. Prima della guerra, infatti, aveva detto a un collega: "Se mai dovessimo conquistare l'Alsazia, dovremmo mantenere Strasburgo perennemente presidiata. Questo sarebbe impossibile, poiché alla fine la Francia troverebbe nuovi alleati e allora sorgerebbero dei grossi problemi". Fu esattamente ciò che accadde nella Prima Guerra Mondiale, quando la Germania in effetti si trovò in grave difficoltà.

Politica interna

Sebbene fosse un ardente conservatore e un monarchico, Bismarck fu il primo leader europeo a promuovere un sistema di sicurezza sociale per i lavoratori. Riorganizzò il sistema monetario tedesco, introducendo per la prima volta una moneta unica. Inoltre contribuì alla creazione del nuovo codice civile e commerciale del suo paese. Tuttavia la sua benevolenza non era universale: se da una parte emancipò gli Ebrei, dall'altra emanò diverse leggi per reprimere i cattolici tedeschi.

Il giudizio della Storia

Come diplomatico, la più grande debolezza di Bismarck fu il desiderio ossessivo di indebolire la Francia. Nel corso della sua vita raggiunse il suo obiettivo, ma così facendo trasformò la Francia in un nemico implacabile, e questo ebbe pesanti conseguenze nel secolo successivo. Per quanto riguarda la politica interna, il maggior difetto di Bismarck fu il disinteresse verso le condizioni di vita della popolazione tedesca. La Germania acquistò potere e influenza, ma la vita quotidiana della popolazione non migliorò di pari passo. Il suo sistema di sicurezza sociale servì a migliorare in parte la situazione, anche se a dire il vero fu istituito solo per evitare concessioni ancora più ampie ai socialisti tedeschi.

Bismarck fu un grande leader, forse il più grande nell'Europa del XIX secolo. I suoi trionfi prevalsero notevolmente sulle sconfitte; da solo riuscì a trasformare un insieme di regni in costante lotta in un potente stato unitario. È vero che la sua politica contribuì al successivo disastro della Germania, ma questo dipese soprattutto dall'incapacità dei suoi successori di adattarsi ai cambiamenti geopolitici del continente.