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Civiltà e leader
Gengis Khan

Vissuto:

1162-1227 d.C. circa

Titoli:

Leader della Mongolia

Civiltà:

Gengis Khan
Leader della Mongolia

Informazione sulla partita:

Terrore mongolo

+30% alla strength Forza di combattimento contro le città-stato o le unità controllate da una città-stato. +1 al moves movimento di tutte le unità a cavallo.

Storia

Gengis Khan è stato uno dei condottieri più famosi e temuti di tutta la storia umana. Centinaia di statue, edifici e prodotti commerciali portano il suo nome e la sua vita è stata descritta da numerose opere. Fu il primo a riunire le tribù nomadi dell'Asia nord-orientale, prima costantemente in lotta fra loro, e diede vita all'impero più esteso mai conosciuto. Forse meno noti sono i progressi e i miglioramenti che introdusse nelle infrastrutture, nel commercio e nella tolleranza religiosa. Molto più di un semplice guerriero, fu un governante capace e scaltro.

Nascita

Nato nel 1162 d.C. con il nome di Borjigin Temujin, crebbe in una tribù mongola che si spostava nella zona vicino all'odierna Ulaanbaatar. Terzo figlio di un capo tribale, si dice che il suo nome derivasse da quello di un capitano tartaro prigioniero. Gran parte della giovinezza di Temujin è avvolta nel mistero e le poche fonti esistenti sono spesso in disaccordo. Al giorno d'oggi non resta alcun ritratto o immagine accurata che lo rappresenti, anche se molte fonti lo descrivono come un uomo "scintillante", con lunghi capelli rossi e occhi blu-verde.

Giovinezza

Nonostante la nascita nobile, come molti nomadi della regione, il giovane Temujin ebbe una vita piuttosto difficile. All'età di 9 anni fu promesso in matrimonio alla figlia del capo di una tribù vicina e portato lì a vivere con la sua famiglia. Il padre di Temujin restò ucciso durante il viaggio di ritorno; in seguito la tribù d'origine abbandonò al suo destino lui e il resto della famiglia, che visse in povertà fino alle sue nozze con la fidanzata all'età di 16 anni.

L'unificazione ha inizio

Temujin cominciò la sua scalata al potere offrendosi come vassallo al fratello di sangue del padre morto, Toghrul, khan della tribù Kerait. Durante questo periodo la moglie di Temujin fu catturata dalla tribù Merkit e Toghrul prestò al giovane condottiero 20.000 uomini per affrontarli in battaglia. Temujin non solo liberò la moglie, ma sconfisse completamente i Merkit, assoggettandoli al comando. Dopo questa vittoria divenne a sua volta un khan e cominciò a conquistare una dopo l'altra le tribù vicine.

Durante questa fase di conquista il giovane khan operò una frattura netta con la tradizione mongola: dopo aver creato un nuovo corpo di leggi, cominciò a integrare le terre conquistate all'interno del suo impero anziché saccheggiarle e distruggerle. Il suo codice, la Yassa, accordava ai soldati una paga equa e una parte delle ricchezza, metteva al bando il furto e la depredazione e prometteva protezione e libertà religiosa a tutte le tribù conquistate. Le innovazioni politiche introdotte da Temujin gli fruttarono la lealtà dei suoi generali e rafforzarono notevolmente l'unità della sua nazione in rapida espansione.

La storia dell'unificazione delle tribù e dell'espansione dell'impero mongolo è piena di tradimenti, intrighi, vittorie gloriose, cospirazioni, dispute familiari e altri sviluppi drammatici, tra cui spicca la rivalità tra il vecchio alleato Toghrul e il primogenito Jochi. Nonostante tutto, comunque, nel 1206 Temujin era riuscito per la prima volta nella storia a incorporare o sottomettere tutte le tribù nomadi della Mongolia. Un concilio di capi gli conferì il titolo di "Gengis Khan", condottiero eterno e universale di tutti i mongoli.

Espansione

Dopo l'unificazione della Mongolia, Gengis diede il via a una serie di campagne militari che lo portarono a conquistare i territori circostanti, dando origine a un enorme impero. Nel 1209 costrinse alla resa le province della dinastia Xia e poco dopo, nel 1211, completò la conquista dei territori della dinastia Jin.

A questo punto volse l'attenzione a occidente, verso la Persia. Con un'abile manovra, utilizzando solo due eserciti forti di 20.000 uomini ciascuno, Gengis lanciò un attacco contro il khanato di Kara-Khitan e riuscì a estendere la propria influenza fino ai confini della Persia.

Invece di attaccare il vicino impero di Khwarezm, Gengis inviò una carovana di 500 uomini per offrirgli un'alleanza politica, allo scopo di ottenere un potente partner commerciale lungo la Via della Seta. Ma lo scià di Khwarezm non si fidava del giovane leader e massacrò la carovana. Il khan fece un altro tentativo, questa volta inviando direttamente un gruppo di ambasciatori, ma lo scià rispose decapitando uno di essi. Infuriato, nel 1220 Gengis raccolse circa 200.000 uomini e si occupò personalmente della sanguinosa caduta e della totale sottomissione dell'impero di Khwarezm. Subito dopo, sulla via del ritorno verso la Mongolia, conquistò molte altre regioni, tra cui la Georgia, l'Afghanistan e le restanti terre nella parte occidentale di Xia.

Al ritorno dalla sua vittoriosa campagna il dominio mongolo abbracciava un'area che andava dal Mar Caspio al Mar del Giappone, con un'estensione totale doppia rispetto all'impero romano.

Successione e morte

Ormai Gengis era un uomo anziano e la sua successione era oggetto di un'accesa disputa. A causa del rapimento della moglie si sospettava che il suo primogenito, Jochi, fosse figlio di un altro uomo, e molti avevano già rifiutato apertamente di accettarlo come capo. In ogni caso la questione si risolse da sola nel 1226, quando Jochi morì misteriosamente: alcuni sostengono che lo stesso Gengis aveva ordinato di avvelenare il ragazzo. Così venne nominato erede il figlio cadetto Ogodei, che Gengis riteneva il più equilibrato e stabile dei candidati sopravvissuti.

Gengis morì poco dopo, nel 1227, per ragioni ancora dibattute. Alcuni sostengono che cadde da cavallo durante una battaglia contro il popolo dei Tangut, altri che dovette arrendersi a una lunga malattia, altri ancora sono arrivati a ipotizzare che una principessa Tangut l'abbia assassinato con un paio di pinze. A prescindere dalle circostanze precise della morte, Gengis Khan fu seppellito come desiderava in una tomba anonima, la cui posizione restò un segreto di famiglia gelosamente custodito. Alcune leggende narrano che il corso di un fiume fu deviato per proteggerla; altre raccontano che per nascondere la tomba ci fu piantato sopra un boschetto. Nel 2004 uno scavo archeologico scoprì quelle che si ritengono essere le rovine del palazzo di Gengis: gli studiosi sperano di ritrovare anche la sua tomba.

Il giudizio della Storia

A seconda della fonti, Gengis Khan può essere descritto come un grande condottiero e un eccellente amministratore o come un assassino sanguinario. L'odierna Mongolia lo considera il padre della nazione e ne proclama con orgoglio le molte innovazioni politiche. Nelle regioni conquistate, come Iraq e Iran, è considerato quasi universalmente un pazzo tiranno genocida, responsabile di innumerevoli massacri e distruzioni. I resoconti della sua grandezza e, di converso, della sua brutalità potrebbero essere esagerati, ma una cosa è certa: Gengis Khan fu uno dei condottieri più importanti del mondo antico e il retaggio delle sue gesta è visibile ancora oggi.