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Civiltà e leader
Hailé Selassié

Vissuto:

dal 1892 al 1975 d.C.

Titoli:

Imperatore dell'Etiopia

Civiltà:

Hailé Selassié
Leader dell'Etiopia

Informazione sulla partita:

Spirito di Adwa

Bonus al combattimento (+20%) quando combatte contro unità di una civiltà che ha più città dell'Etiopia.

Storia

Noto come "Leone Conquistatore della tribù di Giuda", "Re dei Re" e anche "Eletto di Dio", nel XX secolo Hailé Selassié ha governato l'Etiopia come imperatore per quasi 40 anni. Nato Lij Tafari Makonnen nel 1892, l'uomo che sarebbe diventato famoso come Hailé Selassié dedicò tutta la sua vita a servire gli interessi dell'Etiopia e a spingere la propria nazione sotto i riflettori della politica africana. Famoso per aver cercato di modernizzare la nazione riformando le antiche pratiche feudali etiopi, Hailé Selassié lavorò senza tregua per far sì che il suo paese ottenesse l'attenzione internazionale. I suoi sforzi sul palcoscenico della politica mondiale sono superati solo dal suo ruolo di messia della religione rastafariana, tra i cui seguaci è venerato come il dio che ricondurrà i rasta nella loro terra d'origine in Etiopia.

Gioventù e politica

In qualità di figlio di un governatore provinciale, Hailé Selassié passò gli anni della formazione sotto la tutela di una serie di maestri scelti dal padre, tra cui un autorevole monaco di nome Abba Samuel. Mentre la sua istruzione continuava, Selassié fu giudicato pronto per governare diverse province minori, e all'età di 17 anni si era già fatto un nome come stella nascente della politica. Durante il suo periodo come governatore Selassié cominciò a manifestare il proprio pensiero progressista, introducendo molte politiche tese a dare più autorità al governo centrale e riducendo il potere feudale esercitato dai nobili.

Nel 1916 Hailé Selassié fu nominato reggente plenipotenziario sotto l'imperatrice Zewdito, un titolo che lo poneva di fatto nella posizione di erede al trono. Apprezzato dai conservatori come dai progressisti, Selassié era il reggente ideale. Tuttavia durante questo periodo il supporto di Selassié tra i progressisti di tutta l'Etiopia continuò ad aumentare, con disappunto dell'imperatrice, che si schierava con i conservatori. Benché formalmente fosse l'imperatrice Zewdito a governare l'Etiopia, in qualità di reggente Selassié gestiva in prima persona gran parte dell'amministrazione dello stato. Durante questo periodo Selassié lottò duramente per ottenere l'abolizione della schiavitù in Etiopia, uno sforzo che assicurò al suo paese un posto nella Lega delle Nazioni.

Da imperatore a esiliato

Mentre l'influenza e il favore di Hailé Selassié presso il popolo continuavano a crescere, l'imperatrice si trovò costretta ad affrontare il futuro monarca. Nel 1928 Zewdito cercò di rimuovere Selassié dalla carica accusandolo di tradimento, ma non riuscì ad assicurarsi il seguito necessario. A questo punto Selassié godeva di una popolarità vastissima, a cui si aggiungeva il convinto supporto dei militari, perciò Zewdito aveva ben pochi mezzi per imporre il suo volere. La conseguenza di questo scontro fu che Zewdito fu obbligata a nominare Hailé Selassié re d'Etiopia, un titolo inferiore al proprio, ma che comunque riaffermava l'autorità crescente dell'altro. Meno di due anni dopo l'imperatrice morì per cause non chiarite e lasciò vacante il trono d'Etiopia, così che Selassié poté facilmente reclamarlo per sé. Fu solo dopo la propria incoronazione a imperatore, nel 1930, che Lij Tafari cominciò a usare il nome Hailé Selassié, che significa "Potere della Trinità" nel linguaggio amarico parlato in Etiopia. Poco dopo essere salito al trono Selassié ebbe un ruolo fondamentale nella stesura della prima costituzione scritta etiope: più tardi avrebbe menzionato nella propria autobiografia che si trattava di un progetto pianificato fin da quando era reggente.

Nel 1935 il regime fascista italiano di Benito Mussolini dichiarò guerra all'Etiopia, invadendola in autunno. Il conflitto restò noto come Seconda Guerra Italo-Abissina (la prima aveva avuto luogo alla fine dell'Ottocento). Dopo una breve serie di scontri tra le forze italiane e quelle etiopi, che in alcune battaglie furono comandate da Selassié stesso, l'Italia riuscì a occupare e successivamente annettere la nazione africana.

Con il successo della campagna italiana, Hailé Selassié fu obbligato ad andare in esilio, ma non prima di aver sollevato il caso dell'Etiopia presso la Lega della Nazioni. Nonostante un discorso galvanizzante contro il movimento fascista italiano, la sua supplica restò inascoltata, e Selassié fu obbligato giocoforza a prendere tempo. I successivi cinque anni li passò in Inghilterra, dove continuò a scagliarsi contro l'occupazione italiana e a cercare di ottenere il supporto della comunità internazionale per organizzare un movimento di liberazione del suo paese.

Ritorno al potere

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, gli alleati capeggiati dagli inglesi si mossero per liberare finalmente l'Etiopia dal regime italiano con la Campagna dell'Africa Orientale. Coadiuvato da unità scelte di militari etiopi, l'esercito di liberazione che restò famoso come Forza di Gideone ebbe un ruolo cruciale nella lotta che avrebbe restituito la libertà alla terra etiope. Nel 1942 gli italiani si arresero e riconobbero la sovranità dell'Etiopia. Hailé Selassié tornò nella capitale Addis Abeba. Non avendo trovato molta solidarietà in seno alla Lega delle Nazioni, Selassié divenne uno dei propugnatori delle Nazioni Unite, un'organizzazione più specificatamente orientata alla sicurezza internazionale, assicurandosi la posizione dell'Etiopia come membro fondatore nel 1948.

Decenni di governo

Negli anni successivi Selassié continuò la sua missione di modernizzazione dell'Etiopia attraverso le riforme, lavorando anche per migliorare gli affari esteri e le relazioni internazionali del suo paese. Negli anni '60 si mise alla guida dell'Organizzazione dell'Unità Africana (OUA), progenitrice dell'odierna Unione Africana. Selassié riteneva che possedere un'unica voce avrebbe rafforzato i popoli del continente, creando un legame di solidarietà tra i vari stati indipendenti. Benché il suo scopo fosse stabilire un'organizzazione che fosse qualcosa di più di una semplice entità ideologica, l'OUA, priva di forza militare, non ebbe mai molta autorità né un vero e proprio potere.

Mentre lavorava con la comunità internazionale, Selassié si concentrò anche sul miglioramento delle condizioni di vita del suo popolo. Per quanto i suoi sforzi di allentare la presa dei nobili sui possedimenti terrieri non avessero avuto pienamente successo, l'iniziativa diede il via a un movimento che andò al di là del suo governo. Altre riforme furono promulgate per facilitare l'accesso all'istruzione, mentre i programmi economici assicuravano un sistema di tassazione equo. Se da un lato queste politiche interne suscitarono molto favore, dall'altro il tentativo di Selassié di ampliare i propri poteri modificando la costituzione diede vita a un movimento dissidente sempre più agguerrito.

Alla fine degli anni '60 l'ideologia marxista attecchì in Etiopia; nei primi anni '70 siccità e carestie fecero calare la popolarità di Selassié. Una crisi economica che scatenò un'inflazione galoppante fu l'ultima goccia, ma Selassié tenne duro e difese la propria posizione fino al 1974, anno in cui fu deposto e arrestato da una giunta militare marxista nota come il Derg.

Prigionia e morte

Hailé Selassié morì misteriosamente nel 1975 mentre era agli arresti domiciliari: la causa della morte è ancora controversa. Il resoconto ufficiale della giunta militare affermò che si trattava di malattia, ma molti ancor oggi ritengono che fu assassinato dai suoi carcerieri. Solo 25 anni dopo, nel novembre del 2000, Hailé Selassié ricevette finalmente un funerale degno del suo rango.

Dio dei rastafariani

Il movimento rastafariano ha raggiunto una fama mondiale grazie alle parole dell'attivista giamaicano Marcus Garvey, la cui visione filosofica ha creato le basi della religione che conosciamo oggi. Le parole di Garvey: "guardate all'Africa per l'incoronazione di un Re Nero, egli sarà il Redentore" furono considerate una profezia avverata nel 1930 con l'incoronazione di Hailé Selassié. Benché egli stesso fosse un cristiano ortodosso, Selassié non smentì né confermò mai la propria posizione di messia rastafariano, arrivando a visitare la Giamaica nel 1966 per incontrare decine di migliaia di seguaci.

Il giudizio della Storia

Oggi Hailé Selassié è considerato un eloquente uomo di stato e un leader appassionato, che durante il suo regno ha dovuto affrontare molte difficoltà, ma non ha mai cessato di cercare di migliorare le condizioni di vita del suo popolo e la stabilità del suo paese. Le concezioni di Selassié sulla cooperazione internazionale e sulla diplomazia non hanno influenzato solo il futuro dell'Etiopia e dell'Africa, ma anche la comunità internazionale nella sua interezza.