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Civiltà e leader
Washington

Vissuto:

1732-1799

Titoli:

Comandante in capo dell'esercito coloniale (durante la rivoluzione americana)

Presidente degli Stati Uniti d'America (1789-1797)

Civiltà:

Washington
Leader degli Stati Uniti d'America

Informazione sulla partita:

Destino manifesto

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Storia

George Washington fu uno degli eccezionali uomini che vivevano nelle colonie americane alla fine del Settecento. Per quanto non fosse battagliero come John Adams, geniale come Benjamin Franklin o brillante come Thomas Jefferson, Washington aveva la capacità di comandare, in guerra come in pace. Portò alla vittoria l'esercito continentale contro un nemico di gran lunga superiore, e così facendo donò l'indipendenza alla sua nazione.

La giovinezza

Discendente di coloni inglesi emigrati in Virginia nel 1657, George Washington nacque in una famiglia ricca e privilegiata, almeno per quante ricchezze e privilegi fossero disponibili nelle colonie all'inizio del XVIII secolo. Da giovane Washington studiò la matematica, la scrittura, la geografia e probabilmente il latino, ma non frequentò mai l'università. Si dedicò piuttosto a imparare come allevare il bestiame, gestire una fattoria e amministrare le molte terre della sua famiglia. Washington ricevette anche un addestramento da esploratore e passò molti anni disegnando mappe delle terre che circondavano la colonia della Virginia.

La guerra franco-indiana

Nel 1754 scoppiò la guerra tra l'Inghilterra (e le sue colonie) e la Francia, che poteva contare sugli Indiani come alleati. Washington prese parte a diversi scontri, dando prova di grande coraggio e della capacità di mantenere nervi saldi sotto il fuoco nemico, ma non si distinse particolarmente a livello tattico o strategico. Alla fine la guerra terminò con la vittoria inglese; Washington si congedò dalle forze coloniali con il grado onorario di brigadiere generale.

Vita casalinga

Dopo la guerra Washington si sposò e si dedicò alle sue terre. Sembra che l'amministrazione delle fattorie e delle piantagioni gli desse un grande piacere, tanto che non disdegnava di togliersi il soprabito e dare una mano con i lavori manuali. Entrò anche a far parte della "House of Burgesses" a Williamsburg, in pratica il parlamento della Virginia (anche se il vero potere politico era nelle mani del governatore della colonia e, ancora più su, del re e del Parlamento inglesi).

Attività prima della rivoluzione

Per quanto fosse un lealista, anche Washington sentiva il peso delle tasse imposte alle colonie dal Parlamento, in gran parte dovute ai debiti contratti durante la recente guerra franco-indiana. Man mano che la tensione saliva e che l'Inghilterra aumentava la pressione sulle colonie, la posizione di Washington si fece sempre più radicale, finché nel 1768 non si dichiarò pronto a prendere le armi contro l'Inghilterra non appena il suo paese avesse voluto. Nel 1774 Washington fu nominato membro del congresso continentale, la prima organizzazione veramente nazionale del paese nascente. Quando nel 1775 a Boston scoppiarono i primi combattimenti, Washington fu nominato comandante delle forze militari di tutte le colonie, una carica che mantenne anche dopo la dichiarazione d'indipendenza del 1776.

Comandante dell'esercito continentale

Come comandante delle forze rivoluzionarie, Washington esibì gli stessi punti di forza e le stesse debolezze che lo avevano contraddistinto quando anni prima aveva combattuto per l'Inghilterra contro la Francia. Personalmente era coraggioso fino alla temerarietà. All'inizio della guerra preferì adottare azioni militari molto complesse, decisamente al di là delle capacità dei suoi volontari: il risultato fu una serie di sconfitte quasi catastrofiche per mano delle forze inglesi, composte da soldati professionisti. Ma quasi con la sola forza di volontà, attraverso lunghi anni di sconfitte e privazioni, riuscì a sopravvivere e a tenere l'esercito sul campo. Così facendo mantenne vivo lo spirito rivoluzionario nelle colonie. Alla fine, la pura e semplice tenacia e l'abilità crescente dell'esercito coloniale e del suo generale gli avrebbero fatto guadagnare la riluttante ammirazione dei nemici più spietati.

L'entrata in guerra della Francia al fianco delle colonie, la loro crescente forza e i successi degli americani sul campo fecero montare in Inghilterra un sentimento popolare contrario alla guerra. Nel 1781 Washington guidò le sue truppe in un'ardita marcia forzata in Virginia, dove (con l'aiuto di un grosso contingente di soldati francesi) cinse d'assedio un intero esercito inglese sulla penisola di Yorktown. Avendo temporaneamente perso il controllo del mare a causa delle manovre navali dei francesi, il generale britannico non poté sfuggire all'accerchiamento e fu costretto ad arrendersi. Per alcuni mesi ci furono ancora sporadici scontri, ma la guerra era essenzialmente finita: l'America aveva conquistato la sua indipendenza.

Presidente degli Stati Uniti

Dopo la fine del conflitto Washington presiedette la convenzione costituzionale che diede forma al governo della nuova nazione e in seguito fu eletto come primo presidente. In questa carica Washington cercò innanzitutto di tenere il paese lontano dai grovigli politici internazionali, non concesse alleanze strette a nessuno né cercò mai di arrivare allo scontro. Cercò anche (con poco successo) di liberare il paese dalle divisioni politiche eccessive e dall'eccessiva acrimonia nel dibattito interno. Washington servì come presidente due termini di quattro anni, poi si ritirò nella sua casa a Mount Vernon, in Virginia, dove morì nel 1799.

Il posto di Washington nella Storia

George Washington è passato alla storia, con buona ragione, come il "padre degli Stati Uniti d'America". Per quanto non sia stato il più brillante generale della storia, né il più grande statista, Washington è sempre rimasto saldo e coraggioso davanti alle avversità ed è stato capace di spingere i suoi uomini a morire volentieri per lui. Senza Washington, è probabile che gli Stati Uniti non sarebbero mai nati.